Il più segreto degli autori. Dall’epistolario di Silvio Guarnieri presso il Centro manoscritti dell’Università di Pavia
Quando quello che non c’è in un’opera è il nome dell’Autore, diventa un gioco appassionante cercare di scoprirne l’identità (quella per esempio, venendo ai giorni nostri, della scrittrice Elena Ferrante o dello street-artist Banksy) e, allora, anche gli archivi possono diventare area di scavo. Nel 1961 Einaudi pubblica un romanzo intitolato “Il segreto”, di Anonimo triestino. Si scatena immediatamente la caccia a chi si nasconda sotto quella paternità, che non è nemmeno uno pseudonimo, ma una vera e propria negazione di sé. La vicenda si protrae per decenni, l’Autore non cede nemmeno davanti all’evidenza di essere stato quasi subito scoperto.
Nel nostro archivio sono conservate lettere a Silvio Guarnieri, in cui il mittente, ancora nel 1991, ben un trentennio dopo, non solo non rivela la verità (ormai lo sappiamo: Anonimo triestino è Giorgio
Voghera!), ma, anzi, con ostinazione persevera a mettere per iscritto «un ver – e sono parole sue, citando l’amato Dante – ch’ha faccia di menzogna». Ma se chi si nasconde nell’anonimato, è un triestino di quella Trieste che è anche quella di Saba, di Svevo (altre identità nascoste in pseudonimi), e se Trieste è anche ebraismo e psicanalisi, allora siamo perfettamente in tema con “quello che non c’è – perché si nega – ma c’è”, e va raccontato.
Interverrà Alberto Cavaglion (Università di Firenze), con Giacomo Corazzol (Università di Padova)
Ingresso gratuito su prenotazione. Per partecipare in presenza inviare una mail di prenotazione a centromanoscritti@unipv.it
Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto, inviando una mail di richiesta a centromanoscritti@unipv.it